I tuoi dati restano tuoi
E restano qui
Palamyd protegge i dati degli asset con architettura multi-tenant, accessi controllati, canali cifrati e gestione rigorosa dei permessi. Non chiediamo fiducia cieca: mostriamo come il dato viene raccolto, trasmesso, conservato e reso disponibile.
Datacenter italiano, cifratura, permessi per organizzazione e roadmap trasparente sugli standard di settore.
ARCHITETTURA
La sicurezza è una catena
Ogni anello ha una responsabilità
Ogni dato attraversa livelli distinti. Il controllo resta leggibile anche quando gli asset diventano centinaia o migliaia.
Macchine, mezzi, impianti. Ogni asset è identificato e autorizzato prima di trasmettere.
Legge i dati, applica logiche locali e invia solo ciò che è previsto. La logica può restare qui.
TLS sul canale, cifratura sul payload. Il dato non è mai esposto durante il transito.
Datacenter italiano. I dati sono organizzati per cliente, asset e ruolo. Ogni organizzazione resta nel proprio perimetro.
Dashboard, Argos e Connect accedono solo alle informazioni autorizzate dal modello di permessi.
Parte della logica gira sull’Edge. Si invia quello che serve, quando serve, con il livello di dettaglio concordato.
Utenti, ruoli, organizzazioni e token API definiscono chi vede cosa. Ogni accesso ha una ragione.
Canali cifrati, payload protetti e separazione dei tenant riducono l’ambiguità. Gli accessi sono leggibili anche dopo mesi.
Il dato giusto, alla persona giusta Niente di più
In Palamyd ogni accesso parte da un perimetro: organizzazione, ruolo, asset, funzionalità e canale. Un utente service, un cliente finale, un amministratore OEM e un sistema esterno via API non devono vedere le stesse cose.
Asset, utenti, dashboard e API appartengono a un perimetro cliente definito.
Amministratori, editor, viewer, service: livelli diversi di visibilità e operatività.
Un utente può vedere una macchina, una linea, una sede o una flotta. Non necessariamente tutto.
Le integrazioni accedono solo ai dati previsti: storico, misure, allarmi o comandi secondo il caso d’uso.
Chi ha generato un token, cosa legge un sistema, quali azioni sono abilitate. Leggibile anche dopo mesi.
La regola è semplice: nessun utente e nessun sistema devono avere più privilegi di quelli necessari per fare il proprio lavoro.
Separazione dei clienti, ruoli, permessi, token API e perimetri asset.
Controllo delle modifiche, revisione periodica degli accessi e audit log strutturato.
Progressivo allineamento a framework riconosciuti per sicurezza e gestione del rischio.
Sicurezza, audit, governance e policy adattati ai requisiti enterprise quando il progetto lo richiede.
Datacenter italiano. Perimetro cloud spiegabile, collocazione e organizzazione dei dati verificabili.
Utenti, ruoli, organizzazioni e asset definiscono una visibilità chiara e verificabile.
Edge autorizzato, canali controllati. Niente flussi improvvisati.
API con token, permessi e perimetri definiti. L’integrazione non diventa un accesso globale.
PARLIAMO DI SICUREZZA
Hai dubbi su dove vanno i dati? Partiamo da lì
Raccontaci il tuo caso: macchine, impianti, clienti, vincoli IT, policy interne e sistemi da integrare. Ti aiutiamo a capire quale architettura ha senso, quali dati devono uscire e quali no.
Niente promesse generiche. Portaci una macchina, un flusso dati e una policy da rispettare: la sicurezza si valuta sui casi reali.